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Moda Circolare

Moda Circolare

La moda circolare, come l’economia circolare, mira a ridurre la produzione di rifiuti, cercando di creare una circolarità nell’utilizzo dei materiali, riciclandoli e mantenendoli sul mercato il più a lungo possibile. Quando un capo di abbigliamento o un accessorio non viene più utilizzato, non deve terminare il suo ciclo di vita per essere gettato come rifiuto, ma deve essere venduto come indumento di seconda mano o riciclato.

Per perseguire questo obiettivo, l’industria della moda deve tenere conto di due concetti fondamentali nella produzione di abiti: creare modelli che durino a lungo e utilizzare materiali realizzati con l’obiettivo di essere riciclati. L’elenco delle azioni che l’industria della moda potrebbe intraprendere per ridurre il proprio inquinamento è lungo, non parliamo solo di design più durevoli e materiali ecologicamente sostenibili, ma anche dei trattamenti che vengono applicati sui materiali utilizzati, il trasporto e la distribuzione, gli imballaggi scelti e soprattutto la sovrapproduzione di capi che vanno a creare scarti che vengono buttati.

La domanda che dovremmo porci ora è: “Cosa possiamo fare come consumatori?”

Prima di tutto, dobbiamo riconoscere la tossicità dietro il fast fashion, che non è solo negativa a livello ambientale, ma anche a livello sociale, poiché crea un desiderio nel consumatore di seguire le tendenze della moda acquistando compulsivamente le ultime uscite. Il modello di business si basa sul copiare gli stili dalle sfilate di moda di fascia alta e sulla consegna in brevissimo tempo a prezzi economici, in genere utilizzando materiali di qualità inferiore. Il fast fashion offre costantemente nuove proposte da acquistare, poiché il numero medio di collezioni rilasciate da aziende di abbigliamento europee all’anno è passato da due nel 2000 a cinque nel 2011, con ad esempio Zara che offre 24 nuove collezioni di abbigliamento ogni anno e H&M tra 12 e 16.

Quindi quello che possiamo fare come consumatori è non essere pigri, ma informarci costantemente sui marchi da cui intendiamo acquistare. È nostra responsabilità conoscere l’inquinamento che produce un’azienda, la quantità di capi che vengono buttati via, dove e come vengono trattati i rifiuti prodotti dall’azienda, è nostro dovere sapere come vengono trattati i lavoratori dei marchi che ci piacciono e quali sono i materiali utilizzati. Tutto questo sembra difficile e complicato e spesso potremmo ritrovarci a non sapere da dove cominciare, ma per fortuna esistono siti online come https://goodonyou.eco/ che semplificano il nostro lavoro, aiutandoci a fare una scelta saggia riguardo al nostro shopping.

Ecco un elenco di scelte alternative al fast fashion:

Slow fashion

L’opposto del fast fashion è ovviamente la nostra prima opzione. Lo slow fashion non si basa sulla produzione di massa, ma sulla creazione di un minor numero di prodotti di qualità superiore in grado di resistere al tempo. La filosofia include la collaborazione con filiere affidabili, produzione su piccola scala, tecniche di lavorazione tradizionali, utilizzo di materiali locali e indumenti non-stagionali. I marchi considerati slow fashion non sono solo sostenibili sul piano ecologico, ma anche su quello etico: i diritti dei lavoratori sono rispettati, e sono garantite condizioni di lavoro ottimali.

Inoltre, sempre più aziende slow fashion garantiscono trasparenza nei processi di progettazione e produzione. L’obiettivo primario di questa tipologia di brand è quindi quello di creare un vero e proprio rapporto di fiducia con i propri consumatori, che non entrano in negozi privi di personalità che offrono un numero esorbitante di prodotti di bassa qualità, ma sono guidati nella scelta di un capo unico in cui investire, che durerà nel tempo e che acquisterà anche un valore emotivo per loro.

Ecco alcuni marchi slow fashion consigliati:

CLO STORIES – clostories.com

Nasce nel 2017 a Barcellona dalla mente creativa della designer e fotografa Ariadna Garrido. La progettazione e la realizzazione dei loro vestiti sono realizzate a Barcellona, mentre i tessuti provengono da Spagna e Italia. Il prodotto di punta del marchio sono i costumi da bagno, progettati per adattarsi al tuo corpo e i loro design sono reversibili, puoi mescolarli e abbinarli per creare il costume da bagno dei tuoi sogni. Collaborano anche con cause no-profit come @nomoreplasticco e @worldlcleanupday.

RUS – rusthebrand.com

Marchio spagnolo di maglieria creato da due sorelle, che si basa sul movimento secondo il quale la moda non è fatta di accumulo, ma di selezione, la selezione dei pochi capi che durano nel tempo e che vanno a comporre il guardaroba. Il loro obiettivo è quindi quello di creare capi che possano essere riscoperti stagione dopo stagione e utilizzati per creare un’infinità di look sovrapponendo e combinando i loro prodotti.

CARCEL – carcel.co

Un brand etico e ecosostenibile nato nel 2016. Non ci sono collezioni stagionali, non ci sono saldi e il numero di capi prodotti è molto limitato, questo perché per Carcel è molto importante non creare una sovrapproduzione di capi. I materiali scelti sono materiali naturali di provenienza locale nella regione di produzione: alpaca in Perù, seta e lyocell in Thailandia. Dal punto di vista etico, le lavoratrici coinvolte nella produzione di vestiti sono donne che stanno scontando pene nelle carceri in Perù e Thailandia, madri single incarcerate per crimini non violenti legati alla povertà.

STUDIO VENTISEI – studio-ventisei.com

Una piattaforma online che mette in mostra i pezzi di diversi designer che, con la loro estetica e il loro approccio eco-friendly alla produzione, vogliono rivoluzionare il concetto di moda. Studio Ventisei non è solo un e-commerce, vuole essere molto di più: uno spazio sperimentale che esplora e valorizza le potenzialità narrative della moda stessa, promuovendo idee e capi attraverso contenuti editoriali di grande impatto.

SOFTANDWET – softandwetundies.com

Un marchio di intimo italiano disegnato e realizzato dalla 23enne Alice. La sua estetica si ispira a un mondo di seduzione romantica mentre i materiali utilizzati sono tutti naturali, dalla seta prodotta in Italia al cotone riciclato al 100%. L’intimo Softandwet è progettato per essere non solo bello, ma anche comodo e adatto a tutti i tipi di corpo.

IINDACO – iindaco.com

Marchio italiano di calzature di lusso fondato da Pamela Costantini e Domitilla Rapisardi. L’idea delle due fondatrici era quella di creare il primo brand di calzature di lusso basato su un’economia circolare utilizzando materiali di lusso accomunati da caratteristiche eco-sostenibili: tacchi in ABS riciclato e riciclabile, solette in cuoio rigenerato, fodere certificate in pelle biodegradabile. Inoltre, i loro fornitori sono stati scelti tra le aziende che riescono a garantire un alto grado di eco-sostenibilità, dall’impatto ambientale al risparmio energetico.

Vintage e seconda mano

Questa è la mia opzione preferita, perché credo che l’acquisto di usato e vintage possa creare uno stile unico che ci rispecchi. Questa è l’opzione perfetta per rilanciare l’economia circolare, acquistare qualcosa che è già stato utilizzato e rimettere sul mercato quello che abbiamo usato, aiutarci a ridurre gli sprechi e non alimentare l’economia dell’usa e getta. Abbiamo quindi detto che il vintage è una delle migliori scelte in termini di moda circolare perché ci aiuta ad eliminare gli sprechi di materiali e risorse naturali, a migliorare le pratiche di riciclo e riutilizzo, a ridurre gli sprechi di abbigliamento e l’impronta di carbonio, a diminuire la sovrapproduzione e il consumo eccessivo, ma ci sono anche altri vantaggi che il vintage ci porta.

Parliamo prima di tutto di stile, il vintage ci offre due enormi possibilità: avere pezzi unici e rari, che renderanno il nostro stile personale e inimitabile, e seguire le tendenze, questo perché negli ultimi anni le tendenze dalla moda hanno preso ispirazione dai decenni passati, come gli anni ’80, ’90 e ora gli anni 2000. La seconda grande opportunità è quella di pagare un prezzo basso per pezzi di alta qualità, questo perché gli oggetti di seconda mano sono sempre molto più economici dei prodotti delle ultime collezioni e, come dicevo prima, in passato l’importante per un’azienda non era creare una grande quantità di prodotti, ma abiti di qualità che durassero nel tempo, poiché il consumatore era solito acquistare molto più sporadicamente e preferiva acquistare articoli che durassero il più a lungo possibile.

Quindi ecco 6 siti online dove è possibile acquistare capi di seconda mano e vintage:

COLLECTION NO.2 – collectionno2.de

Negozio online dove puoi trovare una selezione vintage estremamente curata sia per quanto riguarda la qualità dei capi che per lo styling con cui vengono presentati. Puoi anche trovare una selezione di lookbook in cui sono presenti diversi servizi fotografici realizzati come veri e propri editoriali.

VESTIAIRE COLLECTIVE – vestiairecollective.com

Sito web in cui è possibile vendere e acquistare online beni di seconda mano, famoso per la sua selezione di beni vintage di lusso.

SNAKE CAKE – etsy.com/shop/snakecakevintage

Negozio vintage lettone basato su Etsy e fondato da Jevgenija Dorosenko. I pezzi scelti non si basano su una ricerca vintage di grandi marchi, ma su un’estetica divertente e rumorosa, fatta di stampe audaci e colori accesi. Il risultato è uno street look estremamente contemporaneo.

SHOP THE STORY – shopthestory.it

Il vintage che propone questo negozio online non è come quello che normalmente immaginiamo. I pezzi sono più recenti, fanno parte delle stagioni passate, ma sono contemporanei. La selezione dei capi comprende più importanti brand della moda, come Comme des Garçons, Junya Watanabe, Martin Margiela, Alber Elbaz, Dries Van Noten, Prada e altri ancora.

DEPOP – depop.com

Sito web e app dove tutti possono rivendere i propri capi di seconda mano.

ROKIT – rokit.co.uk

Uno dei negozi vintage più famosi di Londra, originario di Camden negli anni ’80. Sostiene di essere il principale negozio di seconda mano nel Regno Unito, particolarmente famoso per l’offerta di abbigliamento sportivo retrò, denim e abbigliamento unisex.

Upcycling

Prendere un oggetto che sta per diventare rifiuto e dargli una nuova vita modificandolo. Puoi prendere vecchi vestiti e modificarli, (o farli modificare da una sarta), per rispettare i tuoi gusti, puoi recuperare un tessuto da un vestito che non ti piace più e crearne qualcosa di nuovo. Oltre alla possibilità di upcycling fatto da noi, ora c’è la possibilità di acquistare da brand che creano prodotti attraverso l’upcycle. L’estetica di questi fashion brand è spesso vivace, audace ed estremamente creativa, gli abiti upcycled sono rivolti a chi cerca un capo di moda alternativo, quasi esclusivo.

Ecco alcuni brand:

GARBAGE CORE – garbage-core.com

Progetto realizzato da Giuditta Tanzi, dove tutti i capi realizzati sono il miscuglio di parti diverse di abiti dismessi trovati nei mercati, negozi di seconda mano e guardaroba di amici e parenti. L’idea è quindi quella di conservare l’anima e la storia dei pezzi di seconda mano, lasciando buchi e parti eventualmente rovinate a caratterizzare le creazioni di Garbage Core.

MATO – matomato.bigcartel.com

Marchio di gioielli specializzato in orecchini. Ogni pezzo è unico e irripetibile ed è realizzato a mano da scarti di pelle trovati in fabbriche in Veneto, Italia. I prodotti seguono un’estetica divertente e giocosa, seguendo forme curve e combinando tra loro colori vivaci. Inoltre, se non hai fori nelle orecchie, puoi richiedere orecchini a clip!

CAMERA 60 – camera60.com

Uno dei profili imprescindibili da seguire se siete appassionati di moda e riciclo, fondato da Matteo Bastiani e Chiara Rivituso. I due designer ricreano borse iconiche utilizzando imballaggi che altrimenti sarebbero gettati via. Come dimenticare la meravigliosa Saddle di Dior creata da una borsa di McDonald’s!

RUA CARLOTA – ruacarlota.com

Marchio londinese fondato da Charlotte Rose Kirkham che utilizza solo materiali pre-amati / scartati. Rua Carlota non è il classico marchio di moda, ma ha molto di più il sapore di un vero e proprio progetto artistico, non per niente nasce come progetto personale della stilista e solo successivamente si evolve in un vero e proprio marchio di moda.

ROSIE EVANS – rosieevans.online

Un marchio gallese di grande fantasia che crea corsetti sostenibili, lavorando con tessuti di seconda mano e tessuti vintage. L’estetica si ispira alla poesia e al teatro inglesi, in particolare a Shakespeare e ai costumi delle sue opere.

MILA SULLIVAN – milasullivan.com

Brand newyorkese ready-to-wear fondato da tre ex laureati del Pratt Institute. I look che creano sono colorati e moderni, ma con un tocco di malinconia dovuto al riutilizzo e alla decostruzione di vecchi capi vintage per la creazione dei loro abiti. Le loro collezioni sono fatte a mano e ogni pezzo è unico e irripetibile, creando un tipo di moda che è estremamente lontano dalla sovrapproduzione, e che diventa quasi arte.

Parole di Sara Ugramin
Immagine di Eleonora Casalini